La versione del 2006 di Riccardo III incrementa la ricerca del progetto Apparenze/trasparenze sul versante dell’integrazione tra danza ed animazione: qui alla coreografia è assegnato il compito di animare le grandi figure (Riccardo, Anna, Clarence e duchessa di York) con uno studio di vera e propria invenzione di linguaggio.
Tecnicamente: i danzatori indossano le figure che saranno montate su corsetti da indossare sul proprio corpo, proponendosi come mescolanza di corpo umano e figura.
L’effetto di mescolanza tra il corpo umano e quello della marionetta farà sì che vedremo in certi momenti una sintesi tra le due forme, in altre il danzatore “indosserà” a vista la propria figura, quale mascheramento, camuffamento o addirittura armatura.


Questo doppiarsi del corpo significherà in certi momenti dimettere l’umanità, in altri il protagonismo assoluto della figura con il corpo umano al suo servizio, in altri avremo un proporsi ambiguo del personaggio della tragedia. Tutte queste indicazioni di significato sono puntualizzate nella drammaturgia scritta, ma si assegna alla danza la creazione e la scelta delle diverse sfumature.

La danza sarà vicina ad un concetto di mimica e di “scrittura con il corpo.

Artisti e Ruoli
Ideazione ed adattamento testo, drammaturgia visiva e regia Marianna de Leoni.

Voci Marco Carlaccini e Patrizia D’ Orsi.

 Coreografie Francesco Azzari.
 Animatori/Danzatori: Francesco Azzari(RiccardoIII), Finisia Bosi
(Anna), Eva Basekova(Clarence), Maria Paola Giorgi(Duchessa di York).

 Animazione  dei burattini Rachele del Prete.
 Riprese videodanza
Agata Chiusano  Fabrizio Federici



 Elementi scenografici, Costumi, Figure e Marionette Marianna de Leoni

La musica originale  di Claudio Rovagna

Montaggio e regia video Marianna de Leoni
La mostruosità è già insita nel palazzo, Riccardo è burattinaio.....




...ma imbrigliato egli stesso in un meccanismo micidiale.

Riccardo III si presenta con una iconografia, soprattutto medievale e rinascimentale, che ribadisce lo stereotipo della sua deformità.

Per contrasto, come “metatesto”, allegorie e simboli visivi lo definiscono in video “solo, triste, rifiutato, abortito, reietto”.

La psicologia del suo personaggio, in evoluzione, lo porterà a smarrirsi davanti alla visione della propria solitudine… un Narciso davanti allo specchio,egli paradossalmente che “Non può specchiarsi”.