La sistemazione e la struttura dello
spazio scenico suggeriscono tre piani diversi della vicenda: lo spazio
presente nella contemporaneità, quello dell’opera
lirica nel passato, (che appartiene alle figure) e quello di un
“altrove poetico” e del sogno (che appartiene al
video).

In
questa nostra messa in scena i protagonisti sono figure: burattini,
marionette, ombre, apparizioni fantastiche, ma sono per questo ancora
più veri. “Fantastici” sono il loro
mondo, il segno visivo, il colore degli oggetti, il loro spazio
vitale...
Ciò
non vuol dire che siano infantili, che siano giocattoli, che siano
irreali...essi sono nella sfera del fantastico, esistono
nella sfera del fantastico.


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La piccola stanza intima dei giovani
bohèmiens è il loro mondo ed è lo
spazio, fermato nel tempo della loro giovinezza. Il video si apre sulla
scena dello spazio delle marionette, come una finestra: la grande
finestra della soffitta a Parigi.
Puccini stesso parlava di “scena
come finestra” e questa è un finestra-lucernaio
che affaccia ad altri significati.E’ un triplice rimando tra
memoria, nostalgia, sogno.

La Bohème di
Puccini è dramma lirico della nostalgia della giovinezza.
Parpignol, il venditore di giocattoli a Parigi nella notte di Natale,
immaginato da Puccini e dai librettisti Illica e Giacosa, diviene il
personaggio motore della storia. Qui è un robivecchi, che
entra nella soffitta di oggi, con uno strambo aiutante musicista, che
non si separa dalla sua fisarmonica. Sono venuti a svuotare
degli oggetti lo spazio: c’è qualche vecchi
mobile, dunque, ed un pianoforte, che si potrà
vendere….Là in un angolo un baule e dentro
giocattoli antichi. Parpignol si emoziona a guardarli, fra
bambole e cavallini, una trombetta ed una trottola… trova
burattini che rappresentano un pittore spiantato, una ragazza
civettuola, uno studente, una piccola fioraia. Parpignol conosceva,
forse, una vecchia storia, di quattro giovani artisti spiantati e
sognatori, proprio come quelli! Marianna de
Leoni

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