L’abito della festa
Il corpo femminile è paradossalmente assente. In una società che mercifica, offende e violenta il corpo femminile, che lo sottrae alla sua libera espressione, il corpo delle donne finisce per essere assente: scisso in parti e sempre ostaggio dello sguardo, del compiacimento, del complimento, dell’ossessione o del desiderio quel corpo annulla, nelle sue sembianze, la propria individuale libera e assoluta identità. Che sia angelicato, o erotizzato, decorato o esposto ,il corpo femminile appartiene allo sguardo del mondo. Questa è una radice di violenza.
Un brano intrinseco all’opera, del maestro Claudio Rovagna , fondatore assieme a me della realtà “Specchi Sonori”. Il brano reca lo stesso titolo “L’abito della festa” e potrà qui essere ascoltato . Nel brano suoni naturali, voci di bambina, composizione melodica, poi ritmica.
Fa parte del Progetto HABITUS
L’installazione consiste in tre parti:
1. Ritratto di giovane donna su plexiglass, con fondo a specchio in cassonatura in legno bianco , autoportante.
2. Due mezzi busti femminili nudi in polietilene dipinto
3. Grande tappeto tessile (Mt. 2,50 Max) composto di materiali tessili assemblati e trattati
I materiali usati: plexyglass, polietilene, carta stagnola, stoffa e abiti dismessi, vernici e colori.
L’abito della festa – Roma – EUROMA2 – Luglio 2026 – Opera di Marianna de Leoni, musica di Claudio Rovagna


